In quasi una casa su quattro (37,7%) in Italia troviamo almeno un animale domestico, una presenza che è cresciuta rispetto al 2023 del 4,6%. Poco più di 4 italiani su 10 che accolgono un animale domestico hanno scelto un cane (41,8%) e quasi 4 su 10 un gatto (37,7%). Sono i dati che recentemente l’Eurispes ha pubblicato nel Rapporto Italia 2024.
Gli uomini sembrano preferire il cane (44,4% di possessori, contro il 39,7% delle donne), mentre le donne scelgano più spesso il gatto (40,4% contro il 34,1% dell’universo maschile): le coppie con figli sono la tipologia familiare che in misura maggiore possiede un solo animale domestico (22%).
In seguito proprio alla crescente presenza di animali domestici nelle case l’Unione Europea ha recentemente concordato nuove e più severe misure per la tutela di cani, gatti e altri animali da compagnia. Il fine ultimo non è solo garantire la buona salute degli animali, ma anche combattere con ogni mezzo i traffici illeciti e contrastare gli atti crudeli. In sostanza, il tutto è finalizzato a garantire il benessere degli amici a quattro zampe.
Si è dunque raggiunto un accordo fra Consiglio e Parlamento europeo che ha portato alla condivisione di un progetto di legge ben strutturato, con obblighi e limitazioni.
Innanzitutto il contrasto al traffico illecito di animali domestici e alle pratiche commerciali crudeli ha avuto la priorità. Ecco perché nel progetto di legge trovano grande spazio elementi cardine come i requisiti che deve avere un buon allevamento, la tracciabilità dell’animale e le norme di importazione di cani e gatti. Non solo: il microchip sarà obbligatorio. Tutti gli animali presenti sul territorio dell’Unione Europea, anche quelli di proprietà privata, devono essere identificabili e rintracciabili. I soggetti dovranno essere inseriti in una banca dati consultabile.
Tutti i detentori di animali – venditori, allevatori, gestori di rifugi – dovranno adeguarsi, e avranno 4 anni di tempo per adeguarsi. Per quanto riguarda i proprietari ci sarà più tempo: il provvedimento diventerà obbligatorio fra 10 anni per i cani, e 15 per i gatti.
Altre norme importanti riguardano più nello specifico l’allevamento: saranno infatti vietati accoppiamenti fra genitori e figli, ma anche fra nonni e nipoti, e fra fratelli e fratellastri. Sarà vietata anche la riproduzione di cani e gatti finalizzata a conferire caratteristiche fisiche molto accentuate che potrebbero causare danni alla salute degli animali. Divieto anche di presentare animali mutilati durante competizioni, esposizioni, mostre e altri eventi. (giornaleria di Peppe Iannicelli)
