MORIGERATI (SA) - Nove giovani, otto nazionalità, un unico piccolo borgo del Cilento diventato casa. Per due mesi hanno vissuto a Morigerati, non come turisti, ma come parte attiva della comunità.

Sono i protagonisti del secondo progetto del Morigerati Rural Lab, iniziativa del Corpo Europeo di Solidarietà (ESC) promossa da Acarbio – Associazione Costiera Amalfitana Riserva Biosfera in collaborazione con il Comune di Morigerati.

Sette volontari internazionali arrivati da Polonia, Paesi Bassi, Spagna, Sri Lanka, Georgia, Repubblica Ceca e Germania, affiancati da due giovani di Morigerati, hanno condiviso la vita quotidiana del borgo.

Il loro impegno è stato concreto: collaborazione con l'Oasi WWF Grotte del Bussento e con Transluoghi – Ecomuseo del Bussento Contemporaneo, accoglienza dei visitatori, aggiornamento delle informazioni turistiche e traduzione dei materiali in diverse lingue.

Ma non solo: hanno animato laboratori per bambini, avviato corsi di inglese per i ragazzi del paese e seguito lezioni di italiano insieme alle volontarie del Servizio Civile.

L'obiettivo? Favorire l'incontro vero tra chi arriva e chi resta, trasformando il volontariato in partecipazione.

Il Morigerati Rural Lab, coordinato da Angelika Bartholomäi, esperta di innovazione sociale e turismo sostenibile, punta a contrastare con un modello di turismo sostenibile e comunitario il grande problema dei piccoli centri del Sud: lo spopolamento.“Il Morigerati Rural Lab non è un'esperienza inventata a tavolino, ma la risposta concreta a un problema reale”.

La formazione è avvenuta con metodi di educazione non formale e learning by doing, valorizzando risorse naturali, culturali e sociali del territorio.

L'esperienza non finisce qui: a breve è atteso l'arrivo di un terzo gruppo di volontari ESC, che continuerà le attività nel borgo e sarà coinvolto, insieme agli abitanti, anche nella raccolta delle olive.