SANZA – Dopo anni di abbandono, riapre le porte la cappella di Santo Stefano. Un piccolo edificio carico di storia, legato indissolubilmente al sacrificio di Carlo Pisacane e dei suoi uomini. Il recupero è stato realizzato nell'ambito del progetto "Sanza Borgo dell'Accoglienza". La cappella, non sarà più solo un luogo della memoria, ma il nuovo Centro di Informazione turistica e culturale del Comune.
IL LUOGO DOVE FU RICONOSCIUTO PISACANE La cappella sorge a pochi passi dal punto in cui, il 2 luglio 1857, persero la vita 27 componenti della spedizione di Pisacane. Fu proprio qui, a Santo Stefano, che furono trasportate le salme di alcuni caduti. Secondo le ricostruzioni storiche, all'interno dell'edificio gli ufficiali dell'esercito borbonico effettuarono il riconoscimento ufficiale del corpo di Pisacane. Sempre qui fu eseguito l'esame autoptico prima della cremazione dei corpi e della sepoltura delle ceneri nel vicino cimitero.
DAL RESTAURO AL RILANCIO TURISTICO Un recupero reso possibile grazie alla donazione dell'immobile al Comune da parte delle eredi della famiglia Bianco, ultime proprietarie private della cappella.I lavori, seguiti dall'Ufficio Tecnico comunale con il supporto di maestranze locali, hanno restituito l'edificio alla comunità con una doppia anima: custode della memoria risorgimentale e punto di accoglienza per chi vuole scoprire storia, tradizioni e itinerari di Sanza.
Con questa riapertura, Sanza aggiunge un tassello fondamentale al suo percorso di rigenerazione e valorizzazione del borgo.
