Il sequestro di otto cani da parte delle guardie zoofile Endas, è l’ennesima dimostrazione che la legge Brambilla funziona: non solo nel suo aspetto punitivo, del quale si dovrà applicare la magistratura, ma anche sotto il profilo della repressione. Dal primo luglio, giorno dell’entrata in vigore della legge, sono infatti sempre di più le segnalazioni di interventi e sequestri in casi di maltrattamento, uccisione o altri reati ai danni degli animali. Il sequestro ha permesso di sequestrare otto cani detenuti in condizioni a dir poco critiche: legati con catene corte, alcune della lunghezza di poco più di un metro, senza acqua e con ripari fatiscenti, erano anche privi di microchip e vaccinazioni.
L’intervento, svolto dalle guardie zoofile Endas capitanate dal responsabile provinciale Arcangelo Caressa in collaborazione con la Polizia Locale e un veterinario ASL, ha portato al sequestro dei cani e alla denuncia del proprietario per maltrattamento.
Il responsabile rischia una condanna fino a due anni di carcere e una multa fino a 30mila euro, sempre abbinata. Non solo: è prevista una multa fino a 5mila euro per la detenzione alla catena, che grazie alle nuove norme diventa un divieto nazionale.
