Erano le 20:28 del 10 maggio 1977. Tra le mura di una vecchia chiesa sconsacrata a Palomonte, muove i suoi primi passi Radio Monte Palo Alburni – quella che oggi conosciamo come Radio MPA.

Nasceva così un’avventura straordinaria, spinta dalla passione di tanti giovani. Ricordo ancora i primi programmi con le dediche, i quiz, e quei telefoni che non smettevano mai di squillare. E poi la prima grande pietra miliare: l’estate del 1977, la nostra prima diretta esterna dal campo sportivo di Campagna per un torneo di calcio. A fianco ai nostri ragazzi c’era un gigante del giornalismo, Nicolò Carosio: vedere dei giovani imparare l’arte della radiocronaca direttamente da una leggenda rimane uno dei ricordi più vivi e preziosi.

Ma la storia di Radio MPA è fatta anche di profonda resilienza. Il drammatico terremoto del 1980 segnò per sempre la nostra vita e la nostra emittente. In quel tragico evento morì uno dei giovani più attivi, Giuseppe Chiola e, in un attimo, ci ritrovammo senza più nulla: niente sede, niente attrezzature, solo macerie.

Eppure, non ci siamo arresi. Dopo circa quattro mesi, la speranza si è riaccesa grazie alla straordinaria solidarietà dei volontari di Bra, tra i quali c’era un giovanissimo Carlo Petrini (futuro fondatore di Slow Food). Ci donarono un centro sociale che è diventato la nostra casa per oltre trent’anni, permettendoci di organizzare centinaia di trasmissioni con il pubblico in presenza e di riallacciare quel filo invisibile con la nostra gente.

Nel corso degli anni, Radio MPA ha dovuto fare i conti con l’indifferenza delle istituzioni, con le ristrettezze economiche e la penuria di risorse.

Un ringraziamento speciale va a chi ha sostenuto Radio MPA nei momenti più importanti.

Tra questi, oggi consigliere regionale Andrea Volpe che per anni ha collaborato attivamente con noi, con dedizione e generosità. Grazie Andrea, il tuo contributo è stato veramente fondamentale.

Abbiamo scelto di rimanere indipendenti e saldamente ancorati alla realtà locale non è stata una strada facile, ma è stato un fondamentale gesto d’amore e di rispetto per la nostra terra.

Forti della bellezza di questo sogno, guardiamo avanti. E proprio in occasione di questa celebrazione dei 50 anni della radio, è doveroso lanciare due appelli concreti:

  1. Sostegno alle emittenti locali: Chiediamo alla Regione Campania di prevedere contributi e tutele per le radio locali, seguendo l’esempio di altre Regioni.
  2. Accessibilità tecnologica: Sollecitiamo interventi normativi affinché i produttori di Smart TV includano un’applicazione preinstallata e diretta per la sintonia FM e DAB, restituendo alla radio la stessa facilità di fruizione che un tempo avevamo sui telefoni cellulari.

La Radio è vita, è presenza, è comunità. Grazie a chi ha camminato con noi in tutti questi anni e a chi continua a credere nella magia dell’etere.

Grazie a tutti.