Nel nuovo regolamento una clausola esclude i brani realizzati con l
Ma far rispettare la norma sarà quasi impossibile
SANREMO. Niente testi scritti dall'intelligenza artificiale, niente voci clonate, niente musica generata con un prompt. Il Festival di Sanremo prova a chiudere le porte all'intelligenza artificiale.
Nel nuovo regolamento di Sanremo 2027, pubblicato nelle scorse ore, compare per la prima volta una clausola esplicita: non saranno ammessi brani "realizzati, anche parzialmente, mediante sistemi di intelligenza artificiale generativa, per quanto riguarda testo, musica e interpretazione vocale". L'artista dovrà sottoscrivere un'autodichiarazione di opera interamente umana.
Una scelta netta, quasi ideologica, che arriva dopo un anno di polemiche sull'uso dell'IA nel pop italiano. Ma che apre un problema molto più grande di una firma su un foglio.
Come si controlla? Ad oggi non esiste un software in grado di certificare al 100% se una canzone è stata scritta da una persona o da un algoritmo. SIAE e discografici lo sanno bene: l'IA si usa già, sottotraccia, per rifinire un ritornello, per suggerire una rima, per creare un provino vocale.
Il rischio è che il bando resti simbolico. Un messaggio politico al mondo della musica: Sanremo resta il festival della canzone umana, fatta di autori in carne e ossa, di emozioni non sintetizzate.
Dall'altra parte c'è la realtà di un mercato dove l'IA è già strumento di lavoro. Vietarla del tutto, per molti addetti ai lavori, è come aver vietato l'Auto-Tune nel 2000.
La Rai per ora non commenta sui controlli. Si parla di una commissione tecnica e di ascolti comparativi, ma nessun dettaglio ufficiale.La domanda è aperta: a Sanremo 2027 vincerà la canzone più bella o quella più umana? E chi potrà davvero distinguerle?
