Uno studio di Bristol e Manchester lo conferma: Bumper e Peanut, 2 cani addestrati, hanno riconosciuto il Parkinson annusando tamponi della guancia.

Risultato: 70-80% di precisione e >90% nel riconoscere i sani.

Perché? Il naso del cane ha 300 milioni di recettori. Riesce a sentire le molecole che il Parkinson rilascia con respiro e saliva, anni prima dei sintomi.

Oggi non esiste un test precoce. Domani potremmo avere i “nasi elettronici”: in Italia ci lavorano CNR e Politecnico di Torino. Obiettivo: diagnosi rapida, economica, non invasiva