Chiamare il CUP al sesto mese di gravidanza per prenotare l'ecografia morfologica e sentirsi dare appuntamento a gennaio, quando il bambino sarà già nato. È accaduto a Salerno a una docente di 33 anni alla prima gravidanza, ma non è un caso unico.
È il ritratto del collasso delle liste d'attesa nel Servizio Sanitario Nazionale, che si abbatte direttamente sulle famiglie in un Paese al minimo storico di nascite.
UN ESAME CHE NON PUÒ ASPETTARE
L'ecografia morfologica non è rinviabile: per le linee guida del Ministero della Salute va fatta tra la 19a e la 21a settimana. È l'unica finestra utile per controllare lo sviluppo degli organi del feto e individuare eventuali malformazioni.
Fissarla a gennaio 2027, quando la gravidanza è arrivata al sesto mese a fine estate, rende l'esame clinicamente inutile. Come denunciato dall'Associazione Italia a cui la donna si è rivolta, il sistema di prenotazione dell'Asl di Salerno ha trattato una prestazione ostetrica tempo-dipendente come una visita ordinaria.
La 33enne è stata così costretta a rivolgersi al privato a pagamento.
La morfologica rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ed è gratuita con codice di esenzione gravidanza. Per legge, se l'Asl non ha slot disponibili nei tempi indicati dalla prescrizione, dovrebbe garantire l'esame in intramoenia o in un centro accreditato senza costi aggiuntivi.
Nella pratica, però, questa procedura è quasi sempre inapplicata o sconosciuta agli utenti. Chi può, paga. Chi non può, rinuncia ai controlli.
