Oltre 130 miliardi di euro l'anno: tanto vale lo spreco alimentare in UE, responsabile del 16% delle emissioni del sistema alimentare europeo. Per questo Bruxelles corre ai ripari con la nuova Direttiva 2025/1892: entro il 2030 -10% di spreco per produzione e trasformazione, -30% pro capite per commercio, ristorazione e famiglie.
E l'Italia? Lo spreco domestico resta alto, ma migliora. Nel 2026 buttiamo 554 grammi di cibo a testa a settimana, circa 80 grammi al giorno. Sono 63,9 grammi in meno rispetto al 2025, pari a un -10,3%, secondo l'Osservatorio Waste Watcher.
In questa sfida un alleato arriva dal freezer. Secondo i dati Waste Watcher per IIAS - Istituto Italiano Alimenti Surgelati, i surgelati pesano solo 14,9 grammi sul totale settimanale gettato, appena il 2,2%. Zero scarti, porzioni giuste, lunga conservazione e nutrienti preservati.
Verdure e frutta fresche restano tra i prodotti più sprecati. I surgelati, invece, generano il 37,6% di spreco in meno rispetto al fresco e il 17,4% in meno rispetto ai vasetti.
Un vantaggio anche per bar, ristoranti e mense pubbliche, chiamati dalla Direttiva UE a ridurre gli sprechi. Per IIAS è anacronistico continuare a indicare con l'asterisco i piatti con surgelati nei menù e limitare il loro uso nei CAM per la ristorazione collettiva.
Il messaggio in vista della Giornata Internazionale contro lo spreco alimentare del 29 settembre è chiaro: il freezer non conserva solo il cibo, ma anche il suo valore.
