Nelle aree interne della Campania nasce il primo Laboratorio Forestale Naturale.

Nelle aree interne della Campania nasce il primo Laboratorio Forestale Naturale.

Sarà ad Ottati, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, a 1400 metri di altitudine ed interesserà una fustaia di faggio con importanti caratteristiche in termini forestali e di biodiversità.

Presentazione – Venerdì 15 Maggio – Ore 10 – ad Ottati – Rifugio Panormo – Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni.

 Saranno presenti tra gli altri anche il sindaco di Ottati, Elio Guadagno, Vincenzo Rosolia, Presidente della Comunità Montana Alburni, Giuseppe Coccurullo, Presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni, Vincenzo Luciano, Presidente Uncem Campania, Renato Aurigemma, Consigliere della Earth Sensing Srl, Lina Piccolo, Vicepresidente Confindustria Salerno, Angelo Marciano, Generale Carabinieri Forestali in congedo.

 Interverrà Enzo Maraio, Assessore alla Promozione del Territorio e Transizione Digitale della Regione Campania.

Passeggiando per la splendida Valle delle Orchidee di Sassano. Rosa Orlando, ci parla dell’evento

Passeggiando per la splendida Valle delle Orchidee di Sassano. Rosa Orlando, ci parla dell’evento

Il giornalista Pietro CUSATI, intervista la neo-Presidente della Pro Loco di Sassano (SA) , Rosa ORLANDO , dell’evento che si terrà Venerdì pomeriggio, 15 maggio 2026, organizzato con il patrocinio del Comune di Sassano, insieme a tutte le associazioni locali, una suggestiva passeggiata nella Valle delle orchidee di Sassano,un luogo prezioso, con la presenza del noto esperto Dott. Riccardo Di Novella, dal titolo: ’IL SENTIERO CHE UNISCE, passeggiando per la splendida Valle delle Orchidee, un tesoro di biodiversità a Sassano, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, si trovano ben 63 delle 72 specie di orchidee presenti nel Parco, raggruppate in una valle alle pendici orientali del Monte Cervati, uno spettacolo incredibile di colori e forme, in questo periodo si può godere appieno della fioritura delle orchidee.

UNICEF Italia, nuovo sondaggio su solitudine genitoriale: per il 79% delle donne e il 63% degli uomini la vita di un neogenitore in Italia non è facile

UNICEF Italia, nuovo sondaggio su solitudine genitoriale: per il 79% delle donne e il 63% degli uomini la vita di un neogenitore in Italia non è facile

Lanciata la Nuova pubblicazione “EPPUR SIAM SOLI - La salute mentale dei genitori nella prima infanzia: una questione di salute pubblica e di diritti di bambine e bambini” e un sondaggio realizzato da Youtrend su oltre 8.900 rispondenti.

A conclusione della Settimana Europea della Salute Mentale (4-8 maggio), l’UNICEF Italia lancia i risultati di un nuovo sondaggio realizzato da Youtrend su un campione di oltre 8.900 rispondenti[1], nell’ambito della pubblicazione “EPPUR SIAM SOLI - La salute mentale dei genitori nella prima infanzia: una questione di salute pubblica e di diritti di bambine e bambini” sul tema della solitudine genitoriale, scaricabile qui.

Secondo il sondaggio, essere genitori è stato più difficile del previsto per più della metà dei rispondenti, in particolare per il 72% delle donne e per il 56% degli uomini. La solitudine genitoriale è più comune tra le donne: il 65% delle rispondenti ha dichiarato di aver provato senso di solitudine o isolamento rispetto al 40% degli uomini; il 57% delle donne ha dichiarato di aver provato tristezza senza apparente motivo, il 20% fra gli uomini; il 57% delle donne ha provato la sensazione di non farcela, il 40% fra gli uomini; il 39% delle donne ha dichiarato di sentirsi spesso o quasi sempre in colpa, rispetto al 19% degli uomini; il 44% delle donne sente che la cura condivisa col partner sia poco o nulla, rispetto al 17% degli uomini.

“I dati che presentiamo oggi offrono un importante spunto di riflessione sulla percezione delle genitorialità. Secondo il sondaggiooltre il 60% dei futuri genitori hanno dichiarato di sentirsi molto o abbastanza preparati a diventare genitore, tuttavia, il 79% delle donne e il 63% degli uomini dichiarano che la vita di un neogenitore in Italia non è facile. Il sostegno alla genitorialità deve essere accessibile a tutte le famiglie.” – ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. “Offrire supporto in modo universale significa riconoscere che la salute mentale dei genitori, la possibilità di non sentirsi sole e soli nel post‑parto e nei primi anni da genitore, la condivisione dei carichi di cura e l’accesso ai servizi educativi sono bisogni comuni, che attraversano l’esperienza genitoriale indipendentemente dallo status sociale o lavorativo”.

Alcuni dati del sondaggio:

In relazione alla gravidanza o al percorso di adozione: fra le donne oltre il 57% ha dichiarato di frequentare corsi di accompagnamento alla nascita/adozione, gli uomini sono il 49%. Fra le principali preoccupazioni prima della nascita o adozione: la salute del bambino (indicata dal 56% delle donne, dal 60% degli uomini); non essere all’altezza come genitore (55% donne, 52% uomini); l’impatto sulla vita di coppia (34% donne, 44% uomini); l’impatto sulla carriera lavorativa (33% donne, 16% uomini); non avere abbastanza aiuto da familiari o amici (31% donne, 21% uomini), difficoltà economiche (30% donne, 33% uomini).

Per quanto riguarda le percezioni dopo il parto o l’adozione: circa il 75% dei neogenitori hanno dichiarato di vivere in uno stato di stanchezza continua; il 60% delle donne il 58% degli uomini di provare o aver provato un senso di irritabilità o rabbia; il 51% delle donne e il 34% degli uomini Ansia o preoccupazione; il 18% delle donne e 13% degli uomini distacco emotivo dal bambino.

Alla domanda: ti capita di sentirti in colpa perché pensi di non essere un genitore abbastanza bravo? Il 47% (sia per gli uomini sia per le donne) ha dichiarato qualche volta, il 32% delle donne e il 17% degli uomini spesso, il 7% delle donne e il 2% degli uomini quasi sempre, solo il 12% delle donne e il 23% degli uomini raramente e il 2% delle donne e l’11% degli uomini mai.

Oltre l’85% delle neomamme e più del 60% dei neopapà si sono sentiti giudicati come genitore: dai suoceri il 47% delle donne e il 30% degli uomini; dalla società il 45% delle donne e 27% degli uomini; dai genitori il 37% delle donne e il 35% degli uomini; da genitori di altri bambini il 17% delle donne e il 19% degli uomini; da amici il 16% delle donne e il 15% degli uomini; da operatori sanitari (pediatra, ginecologo, ostetrica, ecc..) il 15% delle donne e l’8% degli uomini.

In relazione alla conciliazione fra lavoro e la cura del figlio/a: oltre il 74% delle donne afferma che è abbastanza o molto difficile, rispetto al 64% degli uomini.

Per stare meglio i genitori chiedono: congedi parentali più lunghi o meglio retribuiti (27% per le donne, 28% per gli uomini), maggiore flessibilità lavorativa - smart working, orari ridotti – (22% per le donne e 23% per gli uomini); più servizi per la prima infanzia accessibili e gratuiti - asili nido, consultori – (il 19% per le donne, 28% per gli uomini); cambiamento culturale con maggiore uguaglianza nei ruoli di coppia (12% per le donne, 7% per gli uomini); supporto psicologico gratuito per i neogenitori (il 9% per le donne, 6% per gli uomini).

La salute mentale dei genitori è una precondizione necessaria per lo sviluppo e il benessere psicosociale dell’infanzia. Diventare genitori può aumentare anche il senso di solitudine, si possono ridurre le occasioni di socialità, si modificano le relazioni esistenti, emergono sensazioni quali la percezione di fallimento individuale, inadeguatezza rispetto a modelli culturali irrealistici e la paura del giudizio, rendendo più difficile richiedere il supporto necessario. Inoltre, la solitudine dei genitori potrebbe trasformarsi in un disagio cronico, fattore di rischio per la salute mentale, in particolare per le famiglie che già vivono in condizioni di vulnerabilità.

Per questo, l’UNICEF Italia per supportare neogenitori e famiglie raccomanda di:

  • Riconoscere la salute mentale dei genitori come una questione di salute pubblica;
  • Garantire continuità assistenziale post-parto e integrare la salute mentale nei servizi territoriali;
  • Investire in congedi paterni e politiche family-friendly per contribuire al riequilibrio dei carichi di cura;
  • Rafforzare i servizi educativi pubblici per la prima infanzia e promuovere un accesso equo al nido.

[1] Il campione comprende 8.983 interviste realizzate con metodologia C.A.W.I. fra il 14 e 23 aprile 2026 su popolazione maggiorenne residente in Italia con almeno una delle seguenti caratteristiche: figli fra gli 0 e i 6 anni; una gravidanza in corso oltre la 20° settimana; procedura di adozione in corso in fase avanzata.

FLOTILLA IN ALTO MARE

FLOTILLA IN ALTO MARE

"Non sarebbe il caso di pensare ad altre iniziative dall'esito meno scontato, c'è il rischio che si parli più di Flotilla che di Gaza" ha detto Giampiero Calapà, giornalista del Fatto Quotidano per "Penna capitale"

Paulo Coelho, per molti era “un problema”, rinchiuso in ospedali psichiatrici, anni dopo, quel ragazzo avrebbe scritto L’Alchimista

Paulo Coelho, per molti era “un problema”, rinchiuso in ospedali psichiatrici, anni dopo, quel ragazzo avrebbe scritto L’Alchimista

Paulo Coelho, per molti era “un problema”. Un ragazzo fuori schema, difficile da comprendere. Per questo fu rinchiuso in ospedali psichiatrici. Anni dopo, quello stesso ragazzo avrebbe scritto L’Alchimista, un libro capace di raggiungere oltre 150 milioni di lettori nel mondo. Ma ridurre tutto al successo sarebbe un errore. Questa è, prima di tutto, una storia di ricerca.

Da giovane non corrispondeva a ciò che la famiglia si aspettava. Avrebbero voluto per lui una vita ordinaria, una professione sicura, un percorso lineare. Lui invece era attratto dall’arte, dalla libertà, da una dimensione più profonda dell’esistenza. Nel Brasile degli anni Sessanta, un’inclinazione del genere veniva vista con sospetto. Non come un talento, ma come una deviazione.

Fu così che arrivarono i ricoveri forzati. Tre volte. Trattamenti invasivi, isolamento, elettroshock. Per chi gli stava intorno era un tentativo di “normalizzarlo”. Per lui, paradossalmente, fu l’inizio di una presa di coscienza. Una volta fuori, maturò una decisione netta: non avrebbe più modellato la propria vita sulle aspettative altrui.

Gli anni successivi furono intensi. Collaborazioni artistiche, musica, guadagni, esperienze. Eppure, qualcosa continuava a mancare. Il desiderio più autentico diventare scrittore restava irrealizzato. La svolta arrivò a 38 anni. Decise di mettersi in cammino lungo il Cammino di Santiago. Un viaggio lungo centinaia di chilometri, fatto di fatica, silenzi e riflessioni.

Ci sono momenti, durante un percorso così, in cui tutto pesa: il corpo, i pensieri, i dubbi. E altri in cui, improvvisamente, qualcosa si chiarisce. Fu proprio lì che nacque una nuova consapevolezza.
L’idea che ogni individuo abbia un proprio destino da seguire, una direzione unica. E che il mondo, in qualche modo, favorisca chi trova il coraggio di inseguirla. Rientrato da quell’esperienza, iniziò a scrivere. Nel 1987 completò in poche settimane il suo romanzo, L’Alchimista.

Racconta una storia essenziale: un giovane pastore andaluso, un sogno ricorrente e un viaggio alla ricerca di un tesoro. È un racconto simbolico sul destino, sulla “leggenda personale” e sul coraggio di seguire la propria strada. E porta a una scoperta inattesa: ciò che si cerca lontano, spesso è già vicino.

L’inizio, però, fu tutt’altro che promettente. La prima pubblicazione passò inosservata. Poche copie vendute, scarso interesse. L’editore rinunciò. Una battuta d’arresto che avrebbe fermato molti. Non lui. Decise di riprovarci, trovando un nuovo editore e ripartendo da zero. Questa volta accadde qualcosa di diverso. Il libro cominciò a circolare spontaneamente. Da lettore a lettore. Senza campagne, senza strategie di marketing.

Cresceva lentamente, ma in modo costante. Dal Brasile si diffuse in America Latina, poi negli Stati Uniti, fino a raggiungere ogni parte del mondo. Oggi L’Alchimista è considerato uno dei libri più letti a livello globale: ha superato i 150 milioni di copie vendute, è stato tradotto in oltre 80 lingue ed è pubblicato in più di 170 Paesi. Continua da decenni a essere ristampato e viene spesso regalato nei momenti di cambiamento, come simbolo di ricerca e rinascita. Il motivo del suo impatto è semplice. Non racconta solo una storia. Racconta un’esperienza condivisa.
Parla di chi si sente fuori posto. Di chi cerca un significato. Di chi cade, ma sceglie comunque di proseguire.

Il messaggio che lascia è diretto: per ritrovare se stessi, a volte è necessario allontanarsi; per comprendere ciò che conta, bisogna attraversare l’incertezza; e, soprattutto, non smettere di andare avanti. Perché è proprio nel cammino che, spesso, si trova la risposta. E sono contento di averlo incontrato circa 30 anni fa, quando venne in Italia, a Domenica In, Rai 1, per promuovere il suo libro.

Al via la campagna abbonamenti per la 15ª edizione di “C’era una volta” tra favole musicali e pura magia

Al via la campagna abbonamenti per la 15ª edizione di “C’era una volta” tra favole musicali e pura magia

La Compagnia delle Arti di Salerno si prepara a sollevarsi per celebrare un traguardo straordinario, quello della quindicesima edizione di "C’era una Volta", la rassegna che, al Teatro Delle Arti di Salerno, ha trasformato le domeniche della città in un viaggio senza tempo attraverso la meraviglia delle favole musicali. Sotto la guida ispirata della direzione artistica di Antonello Ronga, la sapiente direzione organizzativa di Valentina Tortora e la direzione amministrativa di Mauro Collina, questo appuntamento torna a essere il cuore pulsante del divertimento per le famiglie, confermando una formula che è un vero e proprio inno alla condivisione e al potere narrativo della musica. Ogni data in cartellone promette di essere un’esperienza totale che abbraccia il pubblico in tre diversi momenti della giornata, con le recite delle ore 11.00, delle 17.00 e delle 19.00, offrendo a tutti la possibilità di immergersi in storie immortali rilette con la sensibilità e l'energia tipiche di questa storica produzione. Guardando il calendario che ci attende, l’emozione cresce scorrendo i titoli che abitano questa nuova stagione, iniziando il 18 ottobre con le atmosfere esotiche di "Oceania", per poi proseguire il 22 novembre con il calore familiare di "Madrigal", il 24 gennaio con l'eleganza intramontabile di "Mary", il 28 febbraio con il fascino sottomarino di "Ariel" e concludendo in volo l'11 aprile con l'eterna giovinezza di "Peter".
Questa edizione non è solo un anniversario ma un invito aperto a sognare insieme, e proprio in questi giorni la città freme perché è ufficialmente aperta la campagna abbonamenti per assicurarsi un posto in questa galleria di sogni musicali. La proposta per questa quindicesima stagione è stata pensata per favorire al massimo la partecipazione delle famiglie, offrendo un pacchetto abbonamento speciale al costo di 145,00 euro, valido per due persone e comprensivo di tutti e cinque gli spettacoli, un’opportunità unica per regalarsi un percorso di crescita e bellezza che dura un intero anno. Per chi volesse invece vivere la singola emozione di una domenica a teatro, il costo del biglietto è fissato a 17 euro per gli adulti e 15 euro per i bambini dai 4 anni in su, garantendo un accesso democratico alla cultura e allo spettacolo dal vivo di qualità. Non si tratta semplicemente di assistere a delle rappresentazioni, ma di entrare a far parte di una comunità che crede ancora nel valore educativo e sociale della favola, dove la musica diventa il ponte per collegare generazioni diverse e dove ogni domenica il Teatro delle Arti si trasforma in una piazza coperta dell'immaginario collettivo. La Compagnia dell’Arte dunque è pronta per scrivere questo nuovo capitolo di una storia lunga quindici anni, pronta ad incantare ancora una volta, il suo pubblico, con il magico potere delle favole che prendono vita sul palcoscenico

“Custodire il Paesaggio”: giovani e associazioni in rete per unire le aree interne di Costiera amalfitana e Cilento

“Custodire il Paesaggio”: giovani e associazioni in rete per unire le aree interne di Costiera amalfitana e Cilento

Non più territori isolati, ma un’unica visione strategica per la salvaguardia del patrimonio fragile della provincia di Salerno. Si è conclusa con successo l’iniziativa “Custodire il Paesaggio”, un evento che ha segnato un passo decisivo nella collaborazione tra le aree interne della Costiera amalfitana e del Cilento.
L’iniziativa, svoltasi a Tramonti dal 1 al 3 maggio 2026, rientra nel progetto “Crocevia – Giovani, territori ed azioni per il clima nella provincia di Salerno” (KA154-YOU), promosso da Mòvesi APS www.movesi.org e co-finanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea. Il cantiere-scuola ha visto la partecipazione di 19 giovani tra i 18 e i 30 anni, provenienti da diversi territori campani e anche da contesti extra-regionali, impegnati sulla storia e la manutenzione dei muretti a secco e nello studio della gestione idrica dei terrazzamenti.
Fare rete tra territori UNESCO: la sfida delle aree interne
L’aspetto più rilevante dell’evento è stata la sinergia tra le associazioni del territorio. Il partenariato — che vede collaborare realtà come Mòvesi APS (capofila), ACARBIO (Associazione Costiera Amalfitana Riserva Biosfera ), Auletta Casa Mia, R.E.S.T.A. Vallo di Diano e Fada Collective APS — e il coinvolgimento di associazioni e realtà territoriali come A’ Paranza d’o Tramuntan, custodi di un patrimonio culturale materiale e immateriale prezioso, punta a rompere l’isolamento delle aree interne. Nonostante la fama internazionale della Costiera e del Cilento, le loro "viscere" montane condividono le stesse sfide: spopolamento, abbandono delle tecniche agricole tradizionali e rischio idrogeologico.
Unire questi due territori su temi comuni, entrambi Patrimonio dell'Umanità UNESCO, significa creare un fronte comune per valorizzare un’economia della cura che non sia solo folklore, ma una strategia moderna di resilienza climatica e turistica.
"Stiamo portando avanti un lavoro fondamentale di connessione tra comunità che, pur distanti geograficamente, parlano la stessa lingua: quella della terra e della resilienza - sottolinea Vincenzo Sannino, presidente di Acarbio - Mettere insieme le competenze del Cilento e della Costiera amalfitana significa dare forza alle aree interne, spesso dimenticate dai grandi flussi ma custodi del vero equilibrio ecologico. Vedere giovani di diversi territori sporcarsi le mani per ricostruire un muretto a secco ci dice che la strada della rete è l'unica percorribile per tutelare la nostra identità e il nostro futuro".
All’interno di questo percorso, è emersa con forza una riflessione condivisa: tutelare il paesaggio deve diventare una priorità strutturale delle agende politiche, sociali ed economiche, riconoscendolo come infrastruttura essenziale per la resilienza ambientale e la vitalità delle comunità.
“Un sistema di muri a secco è un’infrastruttura che può essere paragonata a quella delle piramidi, per complessità, funzione e valore storico, ha dichiarato Mario Panzarella, presidente di Mòvesi, - in questo non sono solo un’eredità del passato, ma una tecnologia sociale ed ecologica che ci parla ancora oggi, risultato di un sapere collettivo, costruito nel tempo da comunità che hanno saputo vivere in equilibrio con il proprio territorio. In un momento storico in cui cerchiamo soluzioni alle crisi ambientali e sociali, dovremmo tornare a guardare a queste pratiche come strumenti contemporanei, non come folklore. Rigenerare i muretti a secco significa rigenerare relazioni: tra persone, tra generazioni e tra comunità e ambiente. È da qui che può nascere una nuova forma di cittadinanza attiva e consapevole”.
Il cantiere-scuola e la "Cittadinanza Attiva"
Sotto la guida del maestro artigiano Antonio Della Pietra, i partecipanti hanno appreso l'arte della pietra a secco (Patrimonio Immateriale UNESCO), comprendendo come queste strutture siano dispositivi ecologici vitali per prevenire il dissesto idrogeologico. Nonostante questo, permane una scarsa attenzione sistemica verso la loro tutela. Nel solco tracciato da ITLA Italia, Alleanza Mondiale per i Paesaggi Terrazzati, di cui Acarbio è partner, si tenta così di creare quella visione di 'paesaggio terrazzato' che unisce i saperi tecnici alla tutela dei territori fragili, elevando la pratica locale a una strategia di respiro nazionale.
Iniziative come “Custodire il Paesaggio” dimostrano così che unendo gli sforzi tra associazioni, giovani e comunità locali è possibile attivare processi concreti di rigenerazione.
L’esperienza ha incluso anche l’immersione nelle tradizioni locali: dalla costruzione di cestini in castagno alla panificazione, fino al dialogo con la comunità di Tramonti e il supporto di delegazioni come Praiano Meeting, SCOL Aps, Ormae e Rareca-Spazio Aperto.
Il progetto “Crocevia” non si ferma qui: nei prossimi mesi continuerà con nuove azioni territoriali per consolidare questa "alleanza del paesaggio" che unisce costa ed entroterra in una nuova forma di cittadinanza consapevole.
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